{"id":6956,"date":"2023-02-13T00:44:27","date_gmt":"2023-02-12T23:44:27","guid":{"rendered":"https:\/\/sangiovannidecollato.it\/?p=6956"},"modified":"2023-02-13T00:44:29","modified_gmt":"2023-02-12T23:44:29","slug":"giornata-del-ricordo-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/sangiovannidecollato.it\/index.php\/2023\/02\/13\/giornata-del-ricordo-2023\/","title":{"rendered":"Giornata del ricordo 2023"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019istituzione del Giorno del ricordo ha portato l\u2019opinione pubblica e il mondo della scuola a confrontarsi con le complesse vicende della \u201cfrontiera adriatica\u201d: un\u2019area cio\u00e8 \u2013 che coincide grosso modo con il Litorale austriaco o, per Graziadio Isaia Ascoli, Venezia Giulia, cui vanno aggiunte il Fiumano e la Dalmazia \u2013 di sovrapposizioni culturali, linguistiche, politiche e al cui interno convivevano diverse comunit\u00e0 nazionali. In sede storiografica, il territorio si propone come un autentico \u201claboratorio della contemporaneit\u00e0\u201d, perch\u00e9 al suo interno, nel breve volgere di pochi decenni, si sono concentrati una serie di fenomeni che hanno caratterizzato la storia europea, dagli ultimi decenni dell\u2019Ottocento fino al secondo dopoguerra. Mi riferisco al definirsi di diverse identit\u00e0 nazionali che, una volta maturata una presa di coscienza di s\u00e9 e sviluppate strutture sociali, politiche, economiche e culturali, finirono per farsi portatori di interessi tra loro confliggenti; il vertiginoso mutare dei confini, determinato dal crollo della monarchia asburgica dopo il dramma della Grande guerra che qui si era presentata in tutte le sue manifestazioni; il rapido e violento affermarsi del \u201cfascismo di confine\u201d e le sue dolorose politiche di snazionalizzazione nei confronti delle comunit\u00e0 slovena e croata dell\u2019area; la Seconda guerra mondiale e l\u2019occupazione nazifascista della Jugoslavia; la comparsa nella regione del nazismo, che qui ripropose le logiche della guerra di sterminio gi\u00e0 applicata all\u2019Europa orientale: la risiera di San Sabba ne costituisce un simbolo eloquente; l\u2019avvento di un nuovo sistema totalitario, quello comunista &nbsp;jugoslavo, con le sue mire annessionistiche sulla Venezia Giulia e le violenze da esso commesso, culminate in due momenti particolarmente traumatici: le foibe \u201cistriane\u201d dell\u2019autunno 1943 e le foibe \u201cgiuliane\u201d della primavera 1945, accompagnate, queste ultime, da un\u2019ondata di arresti e deportazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto, mentre il destino della Dalmazia e di Fiume sembravano segnati, e il territorio era suddiviso due sfere d\u2019influenza \u2013 una ad amministrazione militare angloamericana, l\u2019altra ad amministrazione militare jugoslava \u2013, in &nbsp;particolare a partire dal Trattato di pace di Parigi (10 febbraio 1947) si avvi\u00f2 l\u2019Esodo delle popolazioni giuliane di lingua italiana \u2013 la partenza dalla Dalmazia si era gi\u00e0 verificato a partire dal 1944 \u2013, frutto delle politiche di snazionalizzazione attutate dal regime titoista che finirono per far sentire gli italiani \u201cstranieri in patria\u201d: venivano infatti colpiti modi di vivere, realt\u00e0 produttive e &nbsp;tradizioni che semplicemente non potevano pi\u00f9 trovar posto in uno Stato che \u2013 almeno fino alla rottura con l\u2019URSS \u2013 aveva per modello il paese di Stalin. Tra le realt\u00e0 colpite, vanno ricordate le persecuzioni ai danni del clero italiano, sloveno e croato, con diversi atti di violenza che in taluni casi portarono al martirio di religiosi: basti ricordare i nomi di don Francesco Bonifacio, don Miro Bule\u0161i\u0107, don Izidor Zavadil; anche monsignor Mo\u010dnik, amministratore apostolico della parte jugoslava della diocesi di Gorizia e di Parenzo Pola, e il vescovo di Trieste-Capodistria, monsignor Santin, subirono atti di violenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Fenomeno di lunga durata, l\u2019Esodo port\u00f2 al collasso dell\u2019italianit\u00e0 adriatica: una presenza storica, che risaliva all\u2019epoca della romanizzazione, si riduceva alle presenza di poche migliaia di persone che per svariate ragioni erano rimaste nella nuova realt\u00e0 statuale. Si tratt\u00f2 dunque di un fenomeno di massa, uno \u201cspostamento forzato\u201d di popolazioni \u2013analogo a quello avvenuto al termine del conflitto in altre regioni europee \u2013, cui parteciparono anche flussi di sloveni e croati che non si riconoscevano nella nuova Jugoslavia comunista.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sono, questi, che alcuni dei molti e complessi passaggi che segnarono l\u2019area della frontiera adriatica, della cui memoria la giornata del 10 febbraio intende farsi carico, ammonendoci a un tempo sui costi di guerre e di ideologie totalitarie. Simbolo dello spirito che pu\u00f2 e deve sostenerci sono le mani intrecciate dei presidenti italiano, Sergio Mattarella, e sloveno, Borut Pahor, davanti a due luoghi memoriali assurti a simbolo per le comunit\u00e0 italiana e slovena, della regione: la foiba di Basovizza e il monumento ai Fucilati di Basovizza, mute testimonianze della violenza di regimi che hanno lasciato il posto alla democrazia e alla comune patria europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Fabio Todero<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019istituzione del Giorno del ricordo ha portato l\u2019opinione pubblica e il mondo della scuola a confrontarsi con le complesse vicende della \u201cfrontiera adriatica\u201d: un\u2019area cio\u00e8 \u2013 che coincide grosso modo con il Litorale austriaco o, per Graziadio Isaia Ascoli, Venezia Giulia, cui vanno aggiunte il Fiumano e la Dalmazia \u2013 di sovrapposizioni culturali, linguistiche, politiche [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-6956","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sangiovannidecollato.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6956","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sangiovannidecollato.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/sangiovannidecollato.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sangiovannidecollato.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sangiovannidecollato.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6956"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/sangiovannidecollato.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6956\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6959,"href":"https:\/\/sangiovannidecollato.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6956\/revisions\/6959"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sangiovannidecollato.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6956"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/sangiovannidecollato.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6956"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/sangiovannidecollato.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6956"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}